2007: I FANTASTICI SEI

Posted on Mercoledì 14 Novembre 2007

Ry CooderDappertutto si stilano classifiche, perché mai noi di Risonanza non dovremmo fare la nostra? Dopodichè, se proprio vogliamo discuterne, diciamo che qui ognuno si fa la propria lista dei migliori e vediamo se qualcosa combacia con quelle degli altri. Comincio io, per comodità. Per fare una cosa “differente” propongo la lista dei migliori 6 (un numero che non dice niente, anche a scuola il sei è un numero senza senzo, però almeno così siamo “origgginali”). Ovviamente i ”Fantastici SEI” sono in ordine sparso: 

Ry Cooder – My name is Buddy - Da tanto tempo sua immensità Ry non dava alle stampe un disco così. Una marea di musica, tante (ma proprio tante) traditional songs rilette e riarrangiate con testi nuovi a raccontare la storia felina di un gatto di nome Buddy. Nell’elenco anche alcune canzoni sperimentali: bellissimo.
Mary Gauthier – Between daylight and dark - Povero, ma bello, forte in dignità e in poesia, questa nuova prova di Mary è un disco da conservare, meditare, assaporare. Se fosse vivo, Woody Guthrie vorrebbe Mary nei suoi concerti. E forse anche Jim Croce. Occhio ai testi…
Dickey Betts – Official bottleg - Non è un “solo un disco”, ma un enciclopedia southern: Dickey mette insieme una band spropositata (tre chitarristi, due batteristi….) e decide di buttare via l’orologio. Risultato: In memory of Elizabeth Reed di oltre trenta minuti, Jessica e Blue Sky oltre i quindici, Seven turns splendente come gli occhi della donna che ti ama…
Waterboys – Book of lightning - Ci sono alcuni titoli in questo prodotto di Mike Scott che fanno venire i brividi: mi riferisco a You in the sky, Sustain e Everybody takes a tumble. Cuore che pompa sangue verso le arterie della vita e della musica. Bentornati!
Subdudes – Street symphony - Dopo qualche anno di silenzio, i ragazzi di New Orleans ritornano con un disco che mi ha fatto molta compagnia quest’anno. Due cnzoni su tutte: No man e Poor mans paradise. Loro sono dei furbacchioni del jazz heritage fetstival, ma il disco è emozionante. 
Lovett – It’s not big, it’s large - E’ difficile trovare dei passi falsi nella discografia di Lyle, almeno dai tempi di Joshua judge Ruth. Il texano ha uno stile che ben pochi possiedono in giro per il mondo e una band sontuosa: dove lo swing termina s’avanza il country’n'westren, dove c’è gospel si sentono echi di ballads. Così tra una South Texas girl e una Don’t cry a tear mi struggo ancora nell’idea che Lovett sia in realtà uno scrittore prestato alla musica. Quel che conta è che lui è sempre nella mia top.

Walter Gatti


3 Commenti a “2007: I FANTASTICI SEI”

  1. davideP scrive:

    Ecco la mia classifica, i miei “Fantastici Sei”. Mi sembra superfluo dire che una
    classifica è una scelta ed una scelta è, inevitabilmente, una esclusione. I questo
    momento, comunque, questa è la mia lista; è caratterizzata da ritorni, da vecchi
    amori, da artisti che comunque conosco bene e, ancora una volta, o confermano il
    loro talento o sanno in qualche modo sorprendermi. Sono un misto di rock e jazz,
    intesi nel senso più lato possibile quindi le musiche più vicine a me - almeno in
    questo particolare momento della mia vita. Nessun commento specifico per i vari
    titoli che ascolto ogni giorno ed ogni giorno apprezzo di più; la lista parla da sé,
    parla di me e delle mie scelte, non solo musicali, come amava dire il personaggio di
    Nick Horby in Altà Fedeltà.

    Mark Knopfler - Kill to Get Crimson

    Joni Mitchell - Shine

    Lyle Lovett and His Large Band - It’s Not Big It’s Large

    Yusuf - An Other Cup

    Patricia Barber - Mythologies

    Enrico Rava/ Stefano Bollani - The Third Man

  2. Massimo Quattrucci scrive:

    Un po’ in ritardo ecco i miei:

    Rolling Stones, The biggest bang (DVD)

    Rayan Adams, Easy tiger/Follow the light

    Brandi Carlile, The story

    Ryan Bingham, Mescalito

    Eddie Vedder, Into the wild

    Francesco De Gregori, Left & right (CD + DVD)

    N.B. Il 6 mi sembre un bel numero…era quello sulla maglia giallorossa di Pluto Aldair.

  3. Nicola Pagano scrive:

    Se ancora sono in tempo….

    Joe Henry - Civilians
    Bettye LaVette - The Scene Of The Crime
    Will Hoge - Draw The Curtains
    Son Volt - The Search
    Richard Thompson - Sweet Warrior
    Okkervil River - The Stage Names

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