NICK CAVE E LA CANZONE D’AMORE

Posted on Martedì 30 Ottobre 2007

  Paolo Vites ha selezionato un incredibile brano di Nick Cave. Non è una canzone, ma è pubblicato all’interno di Tutte le canzoni (Mondatori). Il tema è la canzone d’amore. Vale la pena di leggerlo….  ”La perdita di mio padre ha creato un vuoto nella mia vita, uno spazio nel quale le parole cominciarono a galleggiare e a scontrarsi e a trovare il proprio scopo. Il grande W.A. Auden disse che le cosiddette esperienze traumatiche non sono incidenti, ma opportunità che il bambino ha pazientemente atteso - se non accadessero bisognerebbe trovarne altre - per far si che la sua vita diventi un affare serio.La morte di mio padre fu “l’esperienza traumatica” di cui parlava Auden che ha lasciato il vuoto da riempire con Dio. QUanto è bella l’idea che noi stessi creiamo le nostre catastrofi personali e che le forze della creatività dentro di noi sono strumentali nel far ciò. Qui i nostri impulsi creativi stanno in agguato al fianco delle nostre vite, pronti a saltare su e aprire buchi, buchi dai quali può nascere l’ispirazione. Ognuno di noi ha bisogno di creare, lo stesso dolore è un atto creativo.Benchè la Canzone d’Amore si manifesti in forme diverse - canzoni di esaltazione e preghiera, canzoni di rabbia e disperazione, canzoni erotiche, canzoni di abbandono e perdita - tutte si rivolgono a Dio, perchè è la casa stregata dal desiderio nella quale abita la vera Canzone d’Amore. C’è un lamento nel vuoto per l’amore e per il conforto, ed esso vive sulle labbra del bambino che piange per sua madre. E’ la canzone dell’amante che ha bisogno del suo amato, il delirio del supplicante impazzito che chiama il suo dio. E’ il pianto di uno che è incatenato alla terra e brama di volare, di volare dentro l’ispirazione e l’immaginazione e la divinità.La Canzone d’amore è il suono dei nostri sforzi per diventare come Dio per risorgere ed elevarci sopra gli esseri terreni e i mediocri. Io credo che la Canzone d’Amore debba essere una canzone triste. È il rumore del dolore stesso, è il desiderio di essere trasportati dall’oscurità alla luce, di essere toccati dalla mano di Colui che non è di questo mondo. La Canzone d’Amore è la luce di Dio, giù nel profondo, che si fa largo tra le nostre ferite. Alla fine la Canzone d’Amore esiste per riempire, con il linguaggio, il silenzio tra noi stessi e Dio, per abbattere la distanza tra il temporale e il divino. Per parte mia, io sono un acchiappa-anime per conto di Dio”.    (Nick Cave)


8 Commenti a “NICK CAVE E LA CANZONE D’AMORE”

  1. paolo mattei scrive:

    Non vorrei che nell’entusiasmo favorito da certe parole-chiave circolanti nel testo in oggetto scaturisse un fondamentale errore di prospettiva ermeneutica generale. La tensione religiosa presente in queste parole - e nella gran parte dei testi del Seme cattivo - è innegabile, ed è caratteristica di ogni uomo. Non solo l’orante o il confessore, ma pure l’ateo, l’agnostico e il blasfemo sono uomini religiosi. Che Nick Cave connoti i propri testi di questa sua “inclinazione metafisica” più esplicitamente di quanto faccia, che so, Elton John, non significa automaticamente che egli desideri, come afferma Walter, “bucare le nuvole”, o che sempre riesca a farlo: per quello che ho letto di lui (tra interviste e testi), mi pare piuttosto uno di quelli per cui è più importante sprofondarsi negli ipogei del proprio problematico io. Sorvolo poi su tutti i riferimenti alla obbligatorietà della catarsi nel dolore, del passaggio negli inferi, per il raggiungimento della pace paradisiaca, che si ottiene comunque sempre attraverso un disprezzo violento per la materia (corpo). La cultura è vagamente gnostica.

  2. walter scrive:

    caro paolo, il “bucare le nuvole” ha un senso (almeno nel mio vocabolario immaginario) di voglia o capacità di uscire dal grigiore delle canzoni senza “domanda alcuna”. in questo senso (sempre per quanto riguarda la mia percezione anche emozionale della musica) per “bucano le nuvole” i seguenti (lista ristretta, per non farne un papiro….):
    janis joplin,
    neil young,
    roger waters,
    leonard cohen,
    bob dylan,
    tom yorke,
    jeff buckley,
    annie lennox,
    mik scott e waterboys,
    mary gauthier,
    gregg allman
    dickey betts,
    daniel lanoise,
    joe ely,
    lyle lovett,
    david crosby,
    van morrison,
    e nick cave - of course -
    La questione non è “PAROLE-CHIAVE”, ma “POSIZIONE-CHIAVE” (e non parlo del kamasutra). A parte questo (per arrivare alla tua “contrapposizione”) sono poi convinto che YOUR SONG sia la canzone d’amore “perfetta” e che WILD ROSE non la raggiunga, ma questo è un altro discorso…

  3. Paolo Vites scrive:

    anche perché i testi delle canzoni a elton john li ha sempre scritti bernie taupin

  4. paolo mattei scrive:

    Elton John era, nelle mie intenzioni, solo un esempio - magari infelice - di “contrapposizione” non alla “canzone d’amore”, ma alla “canzone religiosa” esplicitamente connotata, quella, per capirci, in cui la divinità ultraterrena viene palesemente evocata, e questo accade spesso (e non solo nei testi delle canzoni, come si vede dall’oggetto della presente discussione) nel linguaggio del Cave. Il linguaggio religioso è, ca va sans dire, presentissimo in tutta la storia della canzone moderna, ma sono le sfaccettature a interessarmi: gli U2 parlano di Dio, ma lo fanno in maniera diversa da, che so (e sottolineo l’estemporaneità dell’espressione “che so”: non stiamo, mi pare, trattando “scientificamente” la questione), Marilyn Manson o dai Black Sabbath o da Reverend Gary Davis. Ecco, a me pare che alcuni artisti abbiano l’intenzione di “bucare le nuvole” intuendo al di là d’esse un cielo terso e a quello tendendo con atteggiamento di preghiera: e sono convinto che questa tensione sia presente anche laddove non venga usato un linguaggio manifestamente religioso. Ve ne sono altri che, invece, “religiosamente”, indicano delle “vie” per raggiungere quell’”oltre le nuvole”, vie che spesso ricalcano percorsi tipici di esperienze di ricerca del sacro storicamente individuabili e sovente molto antichi. Allora ai miei occhi quei cantanti diventano mistagoghi, sacerdoti di un culto particolare. Tutto sommato preferisco il vento che, soffiando, si porta via la risposta. Magari, un giorno, quel vento spazzerà via le nuvole, senza bisogno di faticose liturgie.

  5. Massimo Quattrucci scrive:

    Citando Proietti: perché a me me piace…

  6. walter scrive:

    MAX: ti rispondo “BANALMENTE”: volevo proprio scrivere “e mi limito agli stranieri”. Poi ho dimenticato l’inciso…

  7. paolo mattei scrive:

    Aggiungo, per correttezza dimenticata sopra, che l’articolo di Carrera è tratto dall’ultimo numero di “Letture” (novembre 2007, pp. 10-12).

  8. Paolo Vites scrive:

    “esistere un deandreismo di destra (che si occupa del rapporto di De André con Dio e la religione)”

    eh.. lo sapevo che nick cave è un fascista

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