MARK KNOPFLER: KILL TO GET CRIMSON

Posted on Venerdì 12 Ottobre 2007

Esattamente trenta anni fa, ad ottobre del 1977, compariva sulla scena musicale Mark Knopfler firmando, assieme ai suoi Dire Straits, il contratto con l’etichetta Vertigo; iniziava così l’avventura di uno straordinario musicista che ha avuto il coraggio di molte originali proposte musicali, in controtendenza nell’epoca dei Sex Pistols e dei Black Sabbath, e che ha inventato un nuovo modo di fare musica, subito etichettato soft-rock. Musica dolce e raffinata, fortemente identificata dal suono della sua Stratocaster – pizzicata con le dita senza l’uso del plettro, che gli fa meritare il titolo di Sultan of Swing, ma anche da una voce inconfondibile; elementi questi che hanno fatto la fortuna dei Dire Straits ma anche di molte collaborazioni del solo Knopfler invitato da importanti musicisti (Bob Dylan, Van Morrison, Sting, …) che avevano intuito il potenziale di questo artista. Persona  colta, con un passato da professore e da giornalista, una laurea in Giornalismo e tre dottorati Honoris Causa, Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico, mancino come tanti grandi della chitarra, simbolo del fingerpicking con la sua Fender bianca e rossa, amante della famiglia (3 mogli e 4 figli), noto come persona semplice ma risoluta. Questa determinazione lo porta oggi, dopo circa 25 album pubblicati, al magnifico Kill to Get Crimson, da ascoltare con calma, senza perderne una nota ed una parola, assaporando l’atmosfera che riesce a creare così lontana dalle sonorità dei Dire Straits ma così vicina ai suoi grandi amori di sempre: il folk ed il country. A mio giudizio è un bellissimo disco proprio perché si avvertono, mature ed eleganti, tutte le esperienze passate, gli impegni sociali raccontati in The Ragpicker’s Dream e Shangri-la, le recenti collaborazioni con Emmylou Harris ma senza dimenticare l’avventura folk con i Notting Hillbillies. Bello e profondo l’inizio (True Love Will Never Fade) supportato da vere perle (Heart Full Of Holes e Madame Geneva’s). Lo consiglio a tutti i fan di Mark Knopfler ma anche a chi non lo conosce potendo partire, a ritroso, da un album riassuntivo di grande valore. Buon ascolto… 

Davide Palummo, Ottobre 2007


3 Commenti a “MARK KNOPFLER: KILL TO GET CRIMSON”

  1. Walter scrive:

    Uno che ha scritto Brothers in arms ha già il mio rispetto eterno….

  2. Walter scrive:

    Il suono pulito di Knopfler è stato un ritorno alle origini della chitarra, questa è la realtà. E pensare che lui ha scritto canzoni fino alla metà degli anni 90 con un pentagramma veramente limitato: provate a sentire Sultans of swing, Tunnel of love, telegraph road…..: LAm, DO, FA, SOL, sena variazioni, solo cambiando i ritmi, le atmosfere e le combinazioni. Eppure, già così ha fatto il miracolo. Inoltre: La controtendenza di quegli anni secondo me c’è stata, ed era proprio interpretata da Dire Straits oltre che dai Police. Il punk da parte sua reagiva a mille cose (quelle musicali erano le meno interessanti), tra cui il sinfonismo degli Yes, ELP, Genesis e compagni… Hai parlato di altre cose, tra cui Eagles e Popol Vuh…. mi sa che ci ritornerò su presto…..

  3. rocker96 scrive:

    Grandi Dire Straits Mark Knopfler è 1 mito

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