PAOLO BONFANTI ED IL SUO ELASTIC BLUES

Posted on Martedì 22 Dicembre 2020

60-60-20-20: un appassionato di numeri con qualche vaga propensione cabalistica avrebbe così titolato il recente progetto di Paolo Bonfanti, nato appunto nel 60 del secolo scorso e che in questo strampalato 2020 ha compiuto 60 anni. Paolo invece ha preferito un titolo meno esoterico come ELASTIC BLUES ma non meno carico di significato. Infatti il BLUES è la sua passione musicale da sempre e nel tempo ha compreso quanto sia duttile e malleabile fino ad arrivare ad essere ELASTICO, come dovrebbero essere il cervello e la coscienza (come lui stesso scrive in quarta di copertina). Il 15 novembre di quest’anno Paolo Bonfanti ha compiuto 60 anni ma soprattutto ha portato a termine un bellissimo progetto che ha visto la pubblicazione di un libro ed un disco, parole e musica quindi, chiamato appunto ELASTIC BLUES.
Elasic Blues
Il progetto, realizzato con una campagna di crowdfunding gestita da Produzioni dal Basso che ha visto oltre 350 sostenitori e la raccolta di un budget più che onorevole, rappresenta in qualche modo il bilancio di un musicista che a 60 anni ha costruito la sua immagine, la sua credibilità, ha definito le sue scelte musicali ed è maturato tantissimo ma che guarda positivamente al futuro.
Il protagonista di questo progetto non ha bisogno di presentazioni perché si è guadagnato un posto rilevante nel mondo della musica avendo pubblicato 14 dischi a suo nome, 3 nei Big Fat Mama, 1 negli SlowFeet e potendo vantare collaborazioni importanti come quella con Jono Manson, Fabio Treves, i Red Wine e molti altri. Ciononostante da ELASTIC BLUES emergono tante storie interessanti, informazioni sulla sua famiglia, le sue idee, i suoi amici, il suo percorso professionale: questo libro/disco quindi lo consiglio vivamente a tutti gli amanti della buona musica, del blues e delle teste pensanti. Cercatelo e compratelo su paolobonfanti.bandcamp.com, anche se i canali per la sua distribuzione stanno aumentando ogni giorno (lo trovate anche su Amazon).
Il libro è diviso in due parti: una di racconti e l’altra di presentazione delle 16 canzoni che sono contenute nel CD. Nella prima parte ci racconta della sua prima chitarra, della sua famiglia, delle sue prime esperienze musicali fino ad approdare ai Big Fat Mama, delle sue collaborazioni internazionali, della sua genovesità nonostante da tempo trapiantato in Piemonte…ma non vi svelo altro perché leggere le prime 40 pagine del libro è veramente bello ed appassionante e non voglio togliervi il gusto di farlo. Nella seconda parte si raccontano le canzoni, con chi le ha suonate, dove le ha registrate, e le parole, da leggere e rileggere…. Le canzoni sono storie che ci raccontano pezzi della vita di Paolo; una per tutte Fìn De Zugno che dovete ascoltare, leggere, riascoltare e rileggere cento volte, bellissima.

Conosco Paolo da molti anni e credo di averlo visto suonare dal vivo decine e decine di volte, in teatri, feste, piazze, strade…mi piace il suo modo di presentarsi, le sua musica, la sua disponibilità a suonare davanti a centinaia di persone ma anche a sole poche decine; mi piace la sua propensione ad avere sempre vicino degli amici e, soprattutto, mi piacciono le sue scelte musicali ed il suo modo di suonare, acustico o elettrico che sia. E questo libro/disco è veramente una summa di quello che Paolo è, di quello che gli piace e che vuole condividere con tutti noi.
Grazie Paolo, aspettiamo di vederti al più presto dal vivo….

Davide Palummo, Dicembre 2020


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