Semper Femina

Posted on Martedì 6 Giugno 2017

Tengo d’occhio Laura Marling ormai da anni, almeno dall’uscita di A Creature I Don’t Know del 2011 che conteneva Salinas e Sophia, a mio parere due canzoni bellissime ma soprattutto annunciatrici di una esplosione di talento che, da allora, ho atteso a lungo. E’ uno stato d’animo comune, quello dell’attesa di qualcosa di grande, quando si ascolta un artista che piace ma che soprattutto promette, che fa, insomma, intravedere qualcosa di meglio a venire. Ad ogni uscita delle opere di Laura Marling dopo quel 2011 mi sono spesso quindi interrogato se le potenzialità della giovane cantautrice britannica fossero alfine emerse. Credo che con questo Semper Femina, pubblicato poco tempo fa, i giochi siano fatti ed ogni dubbio fugato.
Semper Femina - Laura Marling
Questo sesto disco della cantautrice, appena 27enne, è infatti a mio parere un grande disco, maturo, coraggioso, ben scritto ed ancor meglio suonato. Si tratta di 9 canzoni che ruotano attorno all’universo femminile scritte e cantate da Laura con il fondamentale supporto di Blake Mills, il talentoso musicista californiano che alterna variegate collaborazioni (da Norah Jones a Zucchero) ad altrettante interessanti co-produzioni (dagli Alabama Shakes a John Legend). Il suono è sempre minimale, fortemente basato sulla voce e la chitarra di Laura, le chitarre del succitato Blake Mills e di Pete Randall che raramente sovrastano la voce, il basso (Nick Pini, Sebastian Steinberg) e la batteria (Matt Ingram, Matt Chamberlain) sempre discreti ma precisi, gli arrangiamenti di grandissimo pregio completano il tutto. Ancora una volta la Marling fa citazioni letterarie (ricordate Salinas dedicata a John Steinbeck) e questa volta attinge al latino classico per dare il titolo al suo nuovo lavoro (Heia age, rumpe moras. Varium et mutabile semper femina che tradotto recita Forza, non indugiare, è tipico della donna essere diversa e mutevole - scriveva Virgilio nell’Eneide) ma anche per fare una chiara dichiarazione di voler raccontare tutto da una prospettiva assolutamente femminile. Il disco si apre con una delle migliori canzoni, Soothing in cui il ritmo delicato è retto da due bassi e dalla voce di Laura, quasi dolorante ed alla ricerca di un “lenitivo” per una sua vecchia storia d’amore che tarda ad essere dimenticata. Notevole il video che integra e complementa la comprensione del brano musicale.

Da citare sicuramente Always This Way dove la Marling si riappropria della nomea di erede di Joni Mitchell con un cantato dolce e ritmato; stessa pasta ha la successiva Wild Once nella sua semplice struttura basata su voce e chitarra. Ma il capolavoro del disco è Nouel, ancora con voce paragonabile alla signora del canyon e con una narrazione colta e profonda. Nouel è una persona reale, un’amica dalla Marling, ammirata fino all’assunzione a musa, paragonata con raffinata citazione al dipinto di Gustave Courbet che si riferisce al sesso femminile (Origine du Monde), volubile e mutevole come ricorda il ritornello (fickle and changeable) che riprende le parole di Virgilio nell’Eneide molto prima di quelle di Shakespeare che nell’Amleto declama “Fragilità, il tuo nome è donna”. Ma in questa canzone le citazioni non sono finite perché ci si riferisce anche alla fiaba Il Topo ed il Leone quando Laura canta “ti ho tolto una spina dalla zampa” per raccontare il rapporto curativo tra lei e l’amica. ll ritornello “fickle and changeable” viene ripetuto ancora molte volte fino alla conclusione della canzone con la citazione del titolo del disco, Semper Femina, che sappiamo Laura Marling porta tatuato su una gamba da quando aveva 21 anni.

Davide Palummo, giugno 2017


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