Best 2012: Privateering

Posted on Domenica 6 Gennaio 2013

Impazzano i sondaggi sul miglior disco del 2012 su tutte le testate musicali e come al solito è arduo scegliere; non tanto perché siano stati pubblicati tantissimi lavori eccellenti (ahimé no, a parer mio molti buoni lavori ma poche cose veramente di alta qualità) ma perché scegliere vuol dire escludere, cosa non tanto facile. Dopo molti ragionamenti la mia scelta va però a PRIVATEERING, ottavo disco solista di Mark Knopfler uscito ai primi di settembre dello scorso anno.

Anticipo subito il mio giudizio contro ogni regola giornalistica che vorrebbe prima un’attenta disamina del lavoro prima di arrivare alla conclusione: ottimo disco, coraggioso, completo, di grande respiro e godibilissimo. I dischi di Knopfler sono sempre una garanzia ma credo che questo sia sicuramente il migliore dei 7 precedenti a volte risultati ripetitivi, a volte noiosi anche se impeccabili dal punto di vista qualitativo; queste 20 tracce distribuite su 2 CD rappresentano veramente un gran bel lavoro, possibile solo ad un personaggio colto e musicalmente dotato come Mark Knopfler che riesce a spaziare dal folk al blues, dall’irish al rock senza perdere la sua capacità di ammaliarci con l’inconfondibile voce ed il tocco chitarristico unico. Mi ha particolarmente colpito (positivamente) la deriva blues di Knopfler in questo lavoro: moltissimo ottimo blues dove il supporto dell’armonica di Kim Wilson (ex Fabolous Thunderbird e al fianco di Bonnie Raitt, Eric Clapton e molti altri) è determinante per creare un clima chicaghiano lontano dalle radici scozzesi del nostro comunque cresciuto nelle collaborazioni eccellenti (Bob Dylan, Van Morrison ed altri) degli ultimi anni. Non sono da meno le ballate dove ritroviamo più il mood dei vecchi Dire Straits anche se compare spesso la voglia di folk e country che ha contraddistinto molti lavori passati. Difficile la scelta del titolo di copertina che riporta a storie di cappa e spada e azioni corsare anche se appare subito un pretesto per raccontare storie belle e profonde come al suo solito: rimane l’idea di aver raccolto un ottima ciurma per costruire questo lavoro ed aver navigato come un corsaro al servizio della buona musica tra i tormentati mari del blues e del folk. Bella la copertina dove appare un van per stravaganti scorribande rese impossibili dalla mancanza di ruote: sul retro, affianco alla lista delle canzoni, un adesivo d’altri tempi ci ricorda che siamo nel territorio di Sua Maestà la Regina di Inghilterra nonostante le passeggiate sul suolo americano ed irlandese.

Complimenti ancora Mr Knopfler: continui a darci grandi emozioni, a me in particolare dai tempi dei Dire Straits quando ti vidi dal vivo (Carrara, 28/06/1981) in un bellissimo e bagnato concerto a cavallo dei due più bei dischi degli anni 80 (Making Movie e Love Over Gold).
Inutile fare una rassegna delle canzoni del doppio CD che troverete facilmente sulle decine di recensioni uscite negli ultimi mesi: ci tengo però a segnalarvi le canzoni che preferisco e che non smetterei mai di ascoltare: Today Is Okay, canonico blues ritmato dall’armonica e dal piano, Miss you Blues, semplice ma ammaliante ballata con chiusura slide guitar bellisssima, Corner Beef City, veloce canzone alla Brother in Arms.
Visto che è uscita l’agenda dei concerti in Italia di Mark Knopfler credo sia il caso di segnarsi le date (da maggio a luglio) per poterlo andare a sentire e vedere, consci del fatto che è uno dei migliori artisti della scena musicale internazionale.

Davide Palummo, Gennaio 2013


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