I GIORNI (E LE NOTTI) NEWYORKESI DI ENRICO RAVA

Posted on Venerdì 6 Marzo 2009

Era una notte meravigliosa. Una di quelle notti come forse possono essercene soltanto quando si è giovani, egregio lettore. Il cielo era così stellato e così luminoso che, guardandolo, involontariamente veniva fatto di chiedersi: possibile che sotto un cielo come questo possano vivere persone adirate e lunatiche di vario genere? Anche questa è una domanda giovanile, caro lettore, molto giovanile, ma volesse Dio che essa sorgesse più spesso nella vostra anima!

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Non so proprio perché sin dal primo ascolto di New York Days, l’ultimo CD di Enrico Rava (nella foto di Giuseppe Pino), mi sono venute in mente le parole con cui Dostoevskij inizia il racconto Le notti bianche. Il jazz è evocativo e, essendo spesso senza parole, lascia libero l’ascoltatore di fantasticare sulle note e le melodie e di associarvi emozioni o immagini le più diverse, spesso lontane anche dalla volontà dello stesso autore. Ebbene, le improvvisazioni di Rava, in un ascolto notturno, mi hanno riportato al vagabondare nelle vie di Pietroburgo - New York con la necessità di essere in pace con se stessi ed il mondo, soli al cospetto della bellezza di una notte stellata. C’è tutta la maturità di Rava in questo disco che ritorna a parlare di New York, città dove è vissuto a lungo, e dove ha incontrato e collaborato con grandi interpreti dell’avanguardia free e della scena più effervescente degli anni 60 come Don Cherry, Steve Lacy, Cecil Taylor, Charlie Haden e molti altri. Ma ci sono anche importanti compagni come Stefano Bollani (piano), Mark Turner (sax), Larry Grenadier (basso) e Paul Motion (batteria) che lo supportano in questa magnifica avventura con la quale Rava vuole festeggiare 50 anni di carriera e confermarsi uno dei più importanti trombettisti del momento e grande orgoglio per il jazz italiano che nulla ha da invidiare a quello internazionale; negli ultimi dieci anni, infatti, Rava ha ottenuto moltissimi riconoscimenti testimoniati dalle collaborazioni con mostri sacri della scena jazz (Lee Konitz, Carla Blay, Gato Barbieri, Miroslav Vitous, Michel Petrucciani, Joe Lovano, Dino Saluzzi, Richard Galliano, Martial Solal, Archie Shepp, solo per citarne alcuni), da premi (tra cui il prestigioso Jazzpar Prize) e dalla rinnovata fiducia accordatagli dalla ECM. Questo New York Days mi sembra un ottimo modo di iniziare il 2009, di festeggiare i prossimi 70 anni di Enrico Rava ed i 40 della prestigiosa etichetta tedesca fondata da Manfred Eicher nel 1969, sempre associata a registrazioni ed interpreti di altissimo livello.

Davide Palummo, Marzo 2009


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